Crostino di polenta con cicorietta e gorgonzola piccante

dance while you cook — Hai presente quelle giornate in cui ti prende la voglia di qualcosa di rustico, sano ma buono?! Quando hai appena finito di cenare e già, un po’ per passione e un po’ per noia, pensi a cosa puoi pasticciare per il giorno dopo? Ecco, controllo la mia dispensa senza fondo. Bene, ho la polenta. Verdure? Mmm ho la cicoria in freezer e qualche pomodorino. Manca qualcosa, non vorrei aggiungere carne, però qualcosa di saporito per vivacizzare…sarebbe perfetto il gorgonzola piccante, domani lo compro, non mi occorre immediatamente. Ho tutto 🙂 . Ho intenzione di far solidificare la polenta per poi dorarla sulla piastra a mo’ di bruschetta, quindi preparo una normale polenta, solo un po’ più densa, la verso bollente in uno stampo da plum cake leggermente unto con dell’olio d’oliva e la lascio raffreddare per una notte. Il giorno dopo rovescio lo stampo su un piatto da portata e la taglio a fette. wpid-wp-1424171798912.jpeg Cuocio la cicorietta in padella con dell’aglio, peperoncino e qualche pomodorino, quand’è quasi appassita totalmente, scaldo la piastra e ci tosto le fette di polenta. Quando ha assunto il tipico aspetto “grigliato”, giro e faccio bruscare l’altro lato. Non resta che comporre. Ho adagiato la polenta sulla tipica tavoletta di legno, con la cicoria e scaglie di gorgonzola. Io non ho esagerato perché mangio abbastanza sciapo e durante la settimana cerco di “fare la brava”, ma la cosiddetta “morte sua” sarebbe stata un bella crema di formaggio, magari facendo sciogliere il gorgonzola nel latte o nella panna con una grattatina di noce moscata. Vabbè, sarà per la prossima. 😉 Che c’entra, non ha niente a che vedere con la polenta STRONG della mamma sulla spianatoia … ma è un’ottima alternativa per tutti i giorni : lo sformato di polenta può essere conservato in frigo, scaldato ed usato come primo, come pane, come snack.

Hamburger Moretto / Pane integrale miele cacao caffè

Ho una giornata completamente libera. Che cucino ?! Qualcosa di impegnativo…mmm…pane! Sì, quel pane fantastico che avevo visto su La cucina delle Meraviglie , integrale al miele, cacao e caffè. Controllo in dispensa ho tutto:

240gr farina integrale
200gr farina manitoba
un bicchiere d’acqua abbondante ( circa 250ml)
1 cubetto di lievito di birra fresco
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cacao amaro
2 cucchiai abbondanti di caffè
20 g di burro
1 cucchiaio di miele
una presa di sale

Sciolgo miele, burro, lievito, zucchero, caffè nell’acqua tiepida, in una insalatiera mischio farina,cacao e verso a filo il composto liquido; solo ora aggiungo un pizzico di sale ed inizio ad incorporare gradualmente la farina di manitoba. Impasto bene e lascio lievitare per un’ora. Dopodiché divido l’impasto in due pagnottelle e rimetto a lievitare per un’altra ora. Cuocio in forno preriscaldato a 200° per 30\ 40 minuti. Et voilà, non vi dico il profumo *-* !!
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Subito, ancora fumante, la affetto una ( l’impazienza è uno dei miei difetti!) e la assaggio con della marmellata ai frutti di bosco, penso: “la morte sua!”
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Ma nel frattempo arriva la bella notizia : mio fratello ha superato il suo primo esame all’università, un bel 25! Cazzarola è troppo tardi per fare un dolce,è quasi ora di cena, ma ho la panna da montare e la nutella, e il pane! Premetto che mio fratello è il RE del panino, abbinamenti assurdi, impensabili ma buoni da mangiare e belli da vedere, senza troppi sforzi e fatica, argomentando la posizione e l’ordine di tutti gli ingredienti.Quindi:cosa c’è di meglio di un hamburger dolce? Magari simile alla classica torta Moretta? Monto 250ml di panna con un pizzico di zucchero a velo vanigliato e farcisco interamente l’altra pagnottella rimasta intatta. Ecco l’Hamburger Moretto!!
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Devo dire che era molto carino da vedere e ha riscosso molti consensi, senza rubare la scena al festeggiato! 😉

Tacchino agrumato con semi di chia e pepe rosa

Premetto che le spezie, i semi, le erbe non mancano mai nei miei piatti. Oltre che dagli odori e dai sapori, nella loro scelta mi faccio guidare anche, e soprattutto, dalle loro proprietà. I semi di chia provengono dalla Salvia Hispanica, diffusa nell’America di Centro e del Sud. Questi semi sono ricchi di acidi grassi essenziali omega 3 omega6, calcio – 5 volte superiore a quello contenuto nel latte, 600mg/100g – , vitamina C – 7 volte superiore alle arance- , potassio – il doppio delle banane- , ferro – 3 volte superiore rispetto agli spinaci-, selenio, zinco e magnesio. Sono inoltre ricchi di aminoacidi, svolgono un’azione regolatrice degli zuccheri nel sangue contribuendo quindi anche al controllo del peso corporeo, oltre che della pressione sanguigna e dei livelli di colesterolo nel sangue.Infine sono gluten free! Bisogna però fare attenzione al loro apporto calorico 70 kcal/15g, cioè un cucchiaino, la dose giusta per beneficiare di tutte le loro grazie! ( Fonte: GreenMe.it)
Si possono usare per preparare degli snack con altri semi, mangiare crudi, mischiare con zuppe ( cotti assumono una consistenza gelatinosa ), insalate o per arricchire e decorare dolci e tartine.

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Ingredienti:
4\5 fette grandi di petto di tacchino
1 arancia media da spremuta
1\2 limone
un cucchiaino di semi di chia
pepe rosa, una manciata
farina, q.b.
sale
olio e.v.o.

Ho spremuto l’arancia e il limone e messo da parte, ho messo a scaldare l’olio ( 4\5 cucchiai) su una padella capiente e solo una volta caldo ho lasciato che accogliesse la carne precedentemente infarinata, così che la farina si fermasse sulla carne in modo omogeneo senza formare dei grumi. Ho fatto dare una scaldata veloce, ma uniforme alla carne, l’ho girata, salata e poi bagnata con il succo. Ho coperto con un coperchio e lasciata cuocere per 5 minuti. Coprendo infatti si evita che i succhi vadano dispersi e si forma una salsina densa molto saporita e profumata che ho usato per arricchire la carne, insieme ad una manciata di pepe rosa e una puntina di semi di chia.
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Io personalmente non chiedo mai di schiacciare le fettine di tacchino, come di pollo, perché a mio avviso, anche se più spesse, rimangono molto più tenere e succose.

Insalata di farro con broccoletti siciliani e feta

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Una passeggiata al supermercato, la solita domanda : cosa mi cucino per pranzo ? Il tempo non è molto, ieri carne, l’altro ieri pesce e oggi…cereali, logico. Opto per il farro, che avevo già in dispensa, e verdure: scelgo i broccoletti siciliani perché li adoro e li trovo più delicati delle altre varietà da usare come condimento, magari con un formaggio, la feta, saporita ma anch’essa delicata, soprattutto se si pensa che è un formaggio di latte di pecora e capra. Stagionato ma non troppo, da un’estrema (,) amante delle mezze misure è tutto molto prevedibile.
Ingredienti:
300g di broccoli siciliani (crudi)
100 g di farro
feta, io l’ho sbriciolata ad occhio, dipende dai gusti, ripeto che rimane abbastanza saporito

Lessate il farro in acqua bollente salata per 20\30 minuti, nel frattempo cuocete i broccoli in una padella con sale, olio, aglio e peperoncino. Quando il farro sarà cotto, scolatelo e ripassatelo in padella con la verdura. Lasciate intiepidire, sbriciolate la feta e impiattate.
Veloce, sano, leggero e buonissiiimo. Anche a tema se vogliamo. 😉

Torta di pane

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Già solo il nome sa di semplicità, frugalità, profuma di antico, profuma di nonni. Solitamente preparo una versione salata, io la chiamo “polpetta finta” perché consiste negli stessi ingredienti ( latte, formaggio, aglio, prezzemolo, sale, uova noce moscata, pepe, pane grattugiato ) ma senza carne! Ieri, domenica, che è il giorno in cui solitamente faccio un bilancio del pane raffermo,  ho deciso di sfruttare gli avanzi creando una versione dolce e modestamente ho ottenuto un piatto bomba!! Gli ingredienti:
– 300 g circa di pane (sciapo) raffermo privato della crosta
– 800 ml di latte intero
– 2 uova
– 120 g di zucchero
-70 g di mandorle tostate ( io ho usato quelle con la buccia)
-100 g di uvetta
– 70 g di cacao amaro
– 2 cucchiai di farina
– 2 cucchiai di farina di mandorle
-2 g di aroma di aroma di mandorle amare (una fialetta)
– un bicchierino di amaretto

Ho messo in ammollo il pane nel latte per una trentina di minuti, dopodiché l’ho schiacciato bene con una forchetta creando una pappetta omogenea, poi ho aggiunto gradualmente le uova montate con lo zucchero, le farine, gli aromi e la frutta secca sminuzzata (se l’uvetta è troppo secca fatela rinvenire un po’ nell’acqua e scolatela), mescolate bene e versate in una teglia da 22 cm di diametro foderata con la carta forno. Infornate a 170 ° per 50/60 minuti, fino a quando non si sarà asciugata in superficie, la prova stecchino non vale perché rimarrà molto umida all’interno, infatti ho usato la carta forno nonostante lo stampo a cerniera, anche perché su una torta del genere mi piacciono anche le pieghette tipiche che stampa ed i bordi irregolari.L’amaretto e le mandorle gli conferiscono un gusto inconfondibile e sarete sorpresi di aver ottenuto un risultato simile usando del semplice pane.
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PS: nel caso l’impasto vi sembri troppo liquido, aggiungete un altro cucchiaio di farina! Considerate comunque che non deve essere fermo, quindi andate tranquille 😉

Vermicelli di soia con cavolfiore al curry e berberè

Premetto che non tutti amano i vermicelli soia, a casa mia ogni volta è un’infinita presa in giro : “sembrano di plastica”, “scrocchiano”, “ma che ti mangi?!”; a me piacciono, sono buoni, leggeri e da brava amante delle soluzioni fusion e percorsi crossover li abbino sia con le tipiche verdure, pollo, manzo, maiale,pesce sia con i formaggi o qualcosa di più vicino alle nostre abitudini.
Oggi ho scelto un abbinamento abbastanza neutro : i cavolfiori sono verdure che spesso possiamo trovare accanto alla pasta di soia, così come il curry, il berberè invece è una miscela di spezie (peperoncino, zenzero, chiodo di garofano,coriandolo, pimento, Ruta graveolens, ajowan),tipica della cucina eritrea ed etiope, mediamente piccante che a mio avviso si sposa perfettamente con l’altro misto di spezie che è il curry ( pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma e anche chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino, zafferano, cardamomo).
A proposito, leggevo recentemente di uno studio che dimostra che la curcuma, oltre alle sue risapute proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antiallergiche, antispastiche, sarebbe anche ottima nella prevenzione di molti tumori, per chi fosse interessato se ne parla qui.

Tornando a noi, ho messo a bagno in una ciotola con acqua bollente salata un nido di spaghetti ( circa 125g), intanto in una padella ho cotto il cavolfiore con aglio peperoncino, sale e le spezie, aggiungendo di tanto in tanto un po’ d’acqua Personalmente preferisco non bollire le verdure prima di ripassarle in padella: oltre che più rapido, questo metodo vi permette di non disperdere i nutrienti dei vegetali.
Una volta cotti gli spaghetti, bastano 5 minuti, li ho ripassati nella padella con il cavolfiore,un ciuffetto di prezzemolo ed impiattato.
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Quinoa al salmone con pepe rosa e zenzero su letto di porri.

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La quinoa è soprannominata un “falso cereale”, infatti è una pianta erbacea della stessa famiglia degli spinaci e delle barbabietole, le Chenopodiaceae, originaria del sud America; è molto pregiata perché nutriente, poco calorica ( contiene 14 g di proteine,369kcal per 100g, ferro, zinco, magnesio e fosforo) e priva di glutine . Il sapore è molto delicato e per questo può essere utilizzata sia per risotti, insalate, zuppe ma anche tostata per insaporire polpettine,hamburger…
Io l’ho sposata con dei porri e del salmone al pepe rosa e zenzero.

Ho semplicemente lessato la quinoa in acqua salata (potete usare anche del brodo)per 15 minuti, nel frattempo ho scottato il salmone in padella per pochi minuti per lato senza grassi aggiunti perché il salmone è già un pesce grasso! Una volta cotto ho spolverato con pepe rosa e zenzero.Ho cotto il porro in padella con un cucchiaio d’olio e sale fino a farlo appassire, l’ho distribuito sul piatto ed in seguito ci ho adagiato la quinoa scolata ed il salmone, versare un filo d’olio e un’ultima spolverata di pepe e zenzero.
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La quinoa non deve cuocere molto perché continuerà a crescere.
Un piatto leggero e sfizioso, adatto anche a chi sta attento alla linea per godersi un buon primo con gusto senza sensi di colpa. 🙂

Pesto pomodori secchi e mandorle

I pesti sono un’altra delle cose che adoro: buoni, semplici, veloci, versatili e lasciano ampio spazio alla creatività.Oggi, un po’ per il poco tempo e un po’ perché era molto che desideravo mangiarlo, ho preparato questo rapidissimo pesto con pomodori secchi e mandorle come sugo per la mia pasta.
Per prima cosa occorrono dei pomodorini secchi sott’olio, io li avevo già perché a casa mia non mancano mai! Nel caso non ne foste muniti è facilissimo: fateli sbollentare per 5 minuti in acqua e 3 cucchiai di aceto, asciugateli bene ( io li faccio riposare stesi e avvolti da una tovaglia per qualche ora in modo che perdano tutta l’acqua in eccesso),poi riponeteli a strati con prezzemolo e aglio ( peperoncino a chi piace) non necessariamente in un barattolo, io li metto in una insalatiera capiente perché a casa mia vanno a ruba, l’unica accortezza essenziale è che siano ben coperti dall’olio affinché si conservino. Controllateli spesso e pressateli con una forchetta per far sì che siano sempre immersi. Io trito grossolanamente l’aglio ed il prezzemolo in modo che si possano scansare facilmente.
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Con questo il gioco è fatto, potete mangiarli con il pane, con la pasta; io vado matta anche per l’abbinamento pomodorini+ prugne secche+ carne di maiale ( si vede che discendo da una famiglia di norcini\venditori di frutta secca?! :D)

Tritate una decina di pomodorini ben oleosi, compresi aglio e prezzemolo, con una manciata di mandorle intere che avrete precedentemente tostato in forno o su una padellina; nel caso risultasse troppo denso allungate il composto con l’olio dei pomodorini ed un po’ d’acqua di cottura della pasta o dell’acqua normale nel caso lo usaste come patè.
Potete aggiungere del formaggio morbido nel caso foste amanti dei gusti forti e lineari, per chi come me fosse un’inguaribile perfezionista ed ama l’equilibrio e quindi i contrasti che si bilanciano, suggerisco di aggiungere un po’ di parmigiano al momento della mantecatura (o mantecamento? 🙂 ) della pasta: la sua nota dolce andrà a contrastare l’acidulo e l’eventuale eccessiva sapidità dei pomodori.
Se decidete di usarlo come condimento per la pasta vi consiglio di evitare di salarla in cottura.
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Torrone al triplo cioccolato e al cuore di mirtilli

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Ben trovati! Non so voi ma io sono stata fin troppo impegnata a mangiare in questo periodo per curare il blog 😛 , quindi lo aggiornerò con la creazione che quest’anno ha riscosso più successo sulla mia tavola e che ha anche superato ogni mia aspettativa, considerando che non mi ero mai cimentata in questa preparazione : il torrone!
Ho preparato due varianti, una al triplo cioccolato e nocciole e l’altra ripiena di confettura ai mirtilli.
Vi occorrono per la versione al cioccolato:

500g cioccolato fondente,
300g di cioccolato bianco,
3 cucchiai abbondanti di crema alla nocciola,
150g di nocciole tagliate grossolanamente.

per la versione ai mirtilli:

500g cioccolato fondente,
3\4 cucchiai di confettura ai mirtilli

Fondamentale è ovviamente uno stampo, io ne ho usato uno in alluminio da cake\plum cake; le dosi sono modificabili a seconda del vostro stampo e dello spessore desiderato, oltre ai gusti soprattutto.

Innanzitutto sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, una volta sciolto usatene poco più della metà per foderare il fondo dello stampo e parte dei bordi , aiutatevi con una spatola e spalmatelo dal basso verso l’alto; per fermarlo, visto che andrà messo a raffreddare in freezer con il fondo verso l’alto, ed evitare che il cioccolato sui bordi scivoli sul fondo di nuovo, mettete un foglio d’alluminio a contatto con il cioccolato e ricoprite tutto l’interno dello stampo.

Fate riposare per una quindicina di minuti, nel frattempo sciogliete il cioccolato bianco con cui andrete a mischiare la crema spalmabile e le nocciole,creando una miscela densa e golosa, che sarà il ripieno del primo torrone e che rimarrà morbida anche una volta raffreddata, per il secondo torrone basterà la confettura.
Versare il ripieno nello stampo che nel frattempo avrete fatto solidificare, livellate bene con una spatola e rimette in freezer a raffreddare, questa volta ovviamente con la parte aperta verso l’alto.

Dopo un’oretta, tirate fuori dal congelatore il torrone e terminate stendendo l’ultimo velo di cioccolato fondente che avevate lasciato da parte all’inizio, se si è solidificato basterà riscaldarlo per utilizzarlo.Ponete di nuovo in freezer.Una volta raffreddato capovolgete lo stampo su un vassoio o un piatto,aiutatevi con il manico di un coltello e date dei colpetti sul fondo dello stampo per far scivolare fuori il torrone.
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Sono due varianti completamente diverse, una molto golosa e dolce, l’altra più particolare, trovo perfetto l’abbinamento del cioccolato fondente con l’aspro dei mirtilli.

Apple pie con crema Inglese vanigliata

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Come già anticipato sono una continua contraddizione: non amo i canditi ma mi piacciono troppo le scorzette d’arancia candite ricoperte di cioccolato, preferisco cucinare dolci ma poi a tavola prediligo sempre il salato, non mangio assolutamente mele ma adoro le torte di mele, di tutti i tipi, varianti, che siano crostate, ciambelle o ripiene. Oggi preparo la classica Apple pie Inglese, in particolare la versione di Donna Hay,  fatta con una sfoglia sottile e croccante che racchiude un goloso ripieno di mele alla cannella a cui ho aggiunto la variante di una crema Inglese leggermente addensata, visto che di solito è una crema abbastanza liquida che si serve tiepida accanto al dolce.Potete divertirvi ad aggiungere il vostro tocco personale,per esempio uvetta, pinoli per una versione “strudel”. 🙂
Mi duole non poter mettere le foto passaggio per passaggio, ma riprendo una vecchia ricetta già inserita nel mio album Instagram.

Allora la sfoglia è praticamente una pasta brisée dolce fatta con:

300 g di farina 00
3 cucchiai di zucchero semolato
150 g di burro freddo di frigo
3-4 cucchiai di acqua ghiacciata

Lavorare farina zucchero e burro a cubetti ( io non possiedo né planetaria, né Bimby o attrezzi del genere per cui le vostre mani andranno più che bene!) fino ad ottenere un composto granuloso; aggiungere l’acqua fredda necessaria per ottenere un impasto liscio che poi farete riposare in frigo per un’oretta.

Nel frattempo iniziate a preparare il ripieno:
8 mele granny smith
2-3 cucchiai d’acqua
80 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai di farina di mandorle

Sbucciare e tagliare a cubetti piccolissimi le mele, fatele riposare in una padella antiaderente, SPENTA per ora, per un po’ con il limone e lo zucchero. Quando si saranno appassito un pochino e avranno rilasciato i succhi, accendere la padella ed aggiungere la cannella; far cuocere finché non saranno tenere ma succose.

In più, come ho già detto, ho aggiunto una crema Inglese densa fatta con:
4 tuorli
125 g di zucchero
1/2 litro di latte
zucchero
vanillina
1 cucchiaio di fecola di patate

Portate a bollore il latte con la vanillina, nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero; versate il latte a filo sulle uova e continuate a montare, rimettere sul fuoco, aggiungete la fecola e mescolate fino a quando la crema si addensa; la temperatura ottimale è di 82\84°, vi accorgerete che è pronta quando ricoprirà il dorso della spatola con cui la mescolate.

Stendete 2\3 della pasta e ricoprite la base e i bordi di una teglia di 24 cm, cospargete con la farina di mandorle e versate le mele e la crema che avrete precedentemente unito. Stendete la restante pasta e coprite la torta, sigillando bene i bordi. Fate i tipici tagli a raggiera al centro, spennellate con un uovo e versate a pioggia dello zucchero semolato. Infornate a 180° per 30 \ 40 minuti.

apple pie
Non so voi, ma il primo dolce autunnale che preparo è sempre la torta di mele, vicino al caminetto con un tè è il massimo. ❤